
Capitolo Uno.
L’aveva appena conosciuta e già lei lo evitava? Non gli era mai capitata una cosa del genere, di solito le ragazze gli morivano dietro e questa faccenda lo tormentava. Eppure il sorriso con cui l’aveva salutato la settimana prima lasciava intendere un qualche interesse…
Nadia lo riscosse dai suoi pensieri con un abbraccio. Era orgoglioso della sua scelta, la sua ragazza era proprio carina, una delle migliori degli ultimi tempi, ma di testa non era poi così speciale. Pensava quello che pensavano gli altri, diceva quello che dicevano gli altri e vedeva le cose come le vedevano gli altri…lui cercava qualcosa di più: una ragazza che, oltre ad essere carina, fosse anche intraprendente, decisa,intelligente, che potesse capire quello che lui provava, ma ancora non l’aveva trovata. Così passava a una nuova ragazza prima ancora di aver definitivamente chiuso con la precedente, dopo un po’ tutte lo annoiavano.
Gli piacevano le sfide e Nadia non la era stata, gli si era offerta così, su un piatto d’argento, convinta, anche lei come tante altre, che uscire con Daniele Conti potesse darle quel po’ di notorietà che tutte agognano, ma nessuno doveva permettersi di considerarla una sfigata, era la sua ragazza e come tale lui la trattava. Per lui erano tutte principesse finché qualcun’altra non attirava la sua attenzione e aveva collaudato così tanto l’arte del lasciarle che spesso finivano con l’innamorarsi di lui proprio per il suo modo dolce e galante di dare il benservito.
Si sentiva diverso, sentiva che non era come lo vedevano tutti gli altri, che, come ogni eroe, aveva uno spessore di fondo, qualcosa che non poteva esternare senza rischiare di perdere il suo fascino, qualcosa che non si poteva vedere solo guardandolo e non poteva parlarne a nessuno. Neanche Paolo avrebbe capito. Paolo era un ragazzo intelligente e corretto, il suo migliore amico, il suo opposto. Non avrebbe mai compreso il dilemma di Daniele: il suo essere combattuto tra lo spessore morale e la leggerezza. Si sentiva diverso, ma non voleva cambiare, si piaceva così e come lo stimavano gli altri aveva iniziato a stimarsi anche lui. Sicuro di sé, spavaldo e arrogante, ma allo stesso tempo capace di rigirarsi chiunque con le parole e le lusinghe. Lui era così e si piaceva.
Immerso nei suoi pensieri non si era accorto che Nadia si era spostata di qualche metro alla sua destra per chiacchierare con un’amica, ma Claudia, la ragazza dal bel sorriso, come la chiamava lui con Paolo, era ancora lì, davanti a lui.
Sembrava stanca sebbene ridesse e scherzasse con Giulia, la sua compagna di banco, nonché ragazza di Paolo. Paolo però le proteggeva troppo, non si fidava di lui, così non gliela aveva mai presentata, temeva che lui potesse provarci con lei. Si era svegliato, la metà delle ragazze che gli erano piaciute erano uscite con Daniele infischiandosene di lui e, ora che aveva trovato la ragazza giusta, voleva impedire che il fascino dell’amico rovinasse tutto. Presto si sarebbe reso conto che Daniele non era affatto il tipo di Giulia, per ora era chiaro solo che lei non era il tipo di Daniele.
Gli avrebbe però fatto piacere conoscere Claudia, Paolo invece non era convinto fosse una buona idea, così non poteva arrivarci tramite lui…
Gli venne da ridere: usciva con Nadia da soli tre giorni e già si era fissato su un’altra, ma era una bella sfida, in gioco che lo divertiva.
Lasciò perdere la contemplazione delle due ragazze per dedicarsi a Nadia: anche lei meritava lo stesso trattamento esclusivo di tutte le altre, non poteva rompere la tradizione. E poi gli piaceva… perché non godersi un po’ questa, mentre pensava a come avere l’altra?!
Paolo aveva notato che il nome di Claudia appariva un po’ troppo sulla bocca di Daniele. Sperava solo che fosse un interesse infondato e passeggero. Se Daniele avesse mai fatto soffrire Claudia, Giulia non gliel’avrebbe perdonato.
Ne avevano parlato, non riusciva a tenere nascosto niente alla sua ragazza e, nonostante volesse bene a Daniele come ad un fratello, visto che erano cresciuti insieme, non poteva mettere a tacere la sua coscienza. Claudia era diversa dalle ragazze che Daniele era solito frequentare, amava poco gli eccessi e le trasgressioni. Paolo aveva raccontato a Giulia i suoi sospetti e lei aveva suggerito di far finta di niente finché Daniele non avesse iniziato a dare fastidio sul serio. Allora le avrebbe parlato; tra l’altro non era solo Daniele quello interessato, anche a Claudia lui piaceva molto, quindi Giulia aveva un motivo in più per preoccuparsi. Claudia si rendeva benissimo conto che lei e Daniele erano troppo diversi, ma un interessamento da parte di lui poteva illuderla e Giulia non voleva che questo avvenisse. Paolo incrociava le dita e teneva sotto stretto controllo l’amico, ma sapeva che non sarebbe bastato: Daniele raggiungeva sempre i suoi scopi.
Fin da piccoli erano sempre stati molto diversi, l’uno riflessivo, l’altro impulsivo, l’uno studioso, l’altro scavezzacollo, ma sapevano di poter contare l’uno sull’aiuto dell’altro. Daniele era cresciuto senza sua madre dall’età di dodici anni, quando lei aveva lasciato la famiglia fuggendo all’estero con un altro uomo e il ragazzo aveva iniziato a disprezzare il padre ritenendolo colpevole di quell’ abbandono. Paolo, che allora era il suo vicino di casa nonché compagno di giochi, gli aveva dato tutto il sostegno possibile. Gli stessi genitori di Paolo si erano presi a cuore le sorti del ragazzo e ancora oggi gli volevano molto bene e anche Daniele, sebbene potesse sembrare tanto scortese e superficiale, teneva moltissimo al loro appoggio.
Paolo sapeva però che nonostante lui e i suoi genitori si impegnassero per farlo sentire amato o in famiglia, l’esperienza con la madre lo aveva profondamente segnato. Daniele aveva perso fiducia negli affetti, temeva di poter essere abbandonato ancora e secondo Paolo era questa la ragione della sua superficialità nei rapporti: la paura di affezionarsi.
Lanciò un’occhiata verso Giulia e Claudia e pensò che forse, solo forse, Claudia era la persona giusta per riportare un po’ di vera felicità nella vita di Daniele. Ma l’amico era troppo testardo per capirlo: le avrebbe fatto del male senza neanche capire che stava rovinando se stesso.
In quel momento Giulia lo vide e gli corse incontro. Ogni pensiero negativo svanì dalla sua mente e lasciò spazio ad una grande gioia. Amava quella ragazza. Era allegra, spontanea e intelligente. Le sorrise e la seguì con lo sguardo mentre tornava da Claudia per dirle che la sua parte d’intervallo era finita. Se la dividevano così: metà e metà. Claudia lo guardò e sillabò da lontano un “Te la affido”, poi con un sorriso sparì dietro una porta lasciando soli, in mezzo alla folla, ma soli.
Tornando in corridoio Claudia non potè fare a meno di sorridere pensando a quanto Giulia e Paolo fossero una bella coppia. Vivevano sulla stessa lunghezza d’onda. Lei e Riccardo invece viaggiavano su due frequenze diverse, con direzioni opposte e se si erano incontrati una volta era stato per caso. E il caso vuole che da questo scontro lei ne fosse uscita a pezzi. Ed ora, dopo tre mesi era ancora lì che ricuciva le ferite che si ostinavano a riaprirsi nel suo cuore ad un sorriso di lui. Sorrisi che non erano mai per lei, ma che le arrivavano comunque dritti nell’anima, togliendole pensiero e respiro. L’aveva amato, come poche persone al mondo potrebbero vantarsi di esserlo state, ma lui aveva preferito ferirla, escludendola dalla sua vita senza spiegazioni.
L’aveva usata. Aveva rovinato la loro amicizia facendole credere che l’amava e poi l’aveva lasciata con freddezza, senza neanche il coraggio di dirle la verità: “Ti ho lasciata per ripicca verso la mia ragazza…”. No, non era neanche stato sincero…
Ed ora eccolo lì con Martina, che l’aveva perdonato del torto perché lui le aveva perdonato il suo. Eccolo lì, lui che era felice, ed eccola lì lei, invece, che rimetteva insieme i pezzi del suo cuore, timorosa di amare di nuovo.
Quando aveva provato a fidarsi ancora del suo istinto aveva finito col prendersi una cotta per Daniele Conti, proprio lui, famoso per la sua leggerezza. Aveva persino creduto di poterlo cambiare, ma poi lui era passato da Sabrina a Nadia e lei si era stufata dei ragazzi impossibili, lo conosceva abbastanza bene, tramite amici comuni, da sapere che sprecava il suo potenziale, ma non spettava certo a lei fargli da mentore e dannarsi in una guerra impossibile…e poi non si era ancora ripresa dalla storia con Riccardo. No, meglio smettere di pensare a tutti e due per un po’.
Così, come ignorava il primo, aveva deciso di evitare il secondo. Non le importava di sembrare maleducata a non salutare più, dopo tutto non erano amici, ma “semplici conoscenti”, e poi poteva sempre salutarla lui…
Pensando a tutte queste cose passò davanti a Daniele e Nadia, e ignorandoli come da copione, convinta che lui non l’avesse vista, scese le scale per raggiungere le sue amiche. Ma due occhi castani, da sopra la spalla di una ragazza bionda, seguivano i suoi passi chiedendosi perché le cose più difficili da avere sono anche le più ricercate.
Oltre a questi pensieri, celati e protetti nelle menti di chi li aveva formulati, tanti altri bisbigli si facevano strada nella testa dei ragazzi e delle ragazze che si aggiravano tra i corridoi. Pensieri, frivoli, pensieri profondi, di gioia o dolore, belli, brutti, stanchi, ipercinetici, matti e schizzati, preoccupati e inquieti. I pensieri…chissà dove vanno a finire i nostri pensieri, i nostri segreti, i nostri sogni?! Restando nella testa possono finire per perdersi e confondersi in mezzo agli altri…sarà per questo che tanti tengono un diario, uno scrigno, una raccolta, per non perdere i pensieri, i ricordi, per non perdere noi stessi.